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Operazione prestanome: sono 646 i veicoli ceduti a terze persone non identificate

Operazione prestanome: sono 646 i veicoli ceduti a terze persone non identificate

mercoledì 24 marzo 2021
di Eleonora Alboresi

Prosegue l’indagine sui prestanome avviata lo scorso ottobre dalla polizia locale di Formigine. L’operazione ebbe inizio quando le telecamere di videosorveglianza permisero agli agenti di denunciare un primo prestanome, intestatario di un veicolo sul quale malviventi si diedero alla fuga dopo un tentato furto ai danni di una persona anziana. Gli agenti hanno così continuato le indagini per riuscire a risalire all’organizzazione criminale che sta al centro di questo tipo di reati riuscendo ad identificare, fino al momento, 6 prestanome proprietari o ex proprietari di un totale di ben 646 veicoli risultati ceduti a terze persone non identificate e dedite sicuramente a reati di vario genere. In questo modo sono stati deferiti all’autorità giudiziaria 6 prestanome di cui 2 privati cittadini, 1 officina già precedentemente nota per reati di ricettazione e 3 concessionarie di vendita online senza reale deposito e con sedi fittizie. Dalle indagini è emerso anche che queste concessionarie, una con sede in Provincia di Modena, grazie alla partita Iva riuscivano ad intestarsi veicoli pagando i passaggi di proprietà solo 45 euro ed essere esentati dalle imposte di immatricolazione (per un’evasione di circa 126mila euro). Si è quindi proceduto a carico dei prestanome per falso ideologico in atto pubblico, mediante induzione in errore del pubblico ufficiale, intestazione fittizia e truffa ai danni dello Stato. Sono state inoltre condotte indagini a carico delle agenzie pratiche auto che hanno curato i passaggi di proprietà e si è verificato che fossero agenzie abitualmente utilizzate da questi prestanome, e anche a carico loro si è proceduto ad inviare informativa di reato per truffa ai danni dello Stato. Gli agenti, inoltre, hanno verificato se le persone denunciate fossero percettrici di indennità erogate dall’Inps, scoprendo così due destinatari di reddito di cittadinanza (un privato e una concessionaria). A carico loro è scattata la denuncia per truffa ai danni dello Stato, falsa attestazione ed indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, ed è stata richiesta la restituzione di quanto percepito.