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Ricerca Lapam: nel distretto 60 imprese in meno rispetto all’anno scorso

Ricerca Lapam: nel distretto 60 imprese in meno rispetto all’anno scorso

mercoledì 2 dicembre 2020

“La preoccupazione per questo momento è alta e occorre fare tutto quello che è possibile per sostenere le imprese”. Con queste parole Sauro Simonini, segretario Lapam della Zona di Sassuolo, commenta la ricerca elaborata dall’ufficio studi dell’associazione. Secondo i dati emersi da questo studio, alla fine del terzo trimestre del 2020 il 30,8% delle imprese della Zona (Fiorano, Formigine, Maranello, Prignano e Sassuolo) è a carattere artigiano, parliamo di 3.138 imprese di cui 1.239 a Sassuolo. Rispetto ad ottobre 2019 si contano complessivamente 60 imprese in meno (-0,6%), un calo leggermente meno accentuato rispetto a quello registrato nello stesso periodo a livello provinciale (-0,9%). Nello specifico Formigine ha perso 31 imprese, Maranello 15, Fiorano 9, mentre a Sassuolo se ne conta una in più rispetto ad un anno fa. In calo, in particolare, le attivita` di commercio all’ingrosso e dettaglio e autoriparazione (-54 imprese, pari al -2,1%) e il comparto manifatturiero (-26 imprese, -1,6%); crescono invece i servizi, ed in particolare i servizi alle imprese (+25, +1%). Si conferma il calo piu` profondo nell’artigianato (-1,5%).

La ricerca, inoltre, ha preso in considerazione un campione composto da 673 imprese associate (con sede nei comuni di Fiorano, Formigine, Maranello, Prignano e Sassuolo) di cui Lapam elabora mensilmente cedolini e buste paga per avere un quadro dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali tra marzo e luglio. Le imprese del campione che hanno avanzato almeno una richiesta di utilizzo di ammortizzatori sociali tra marzo e luglio sono 497, il 73,8% delle imprese del campione; un’incidenza superiore rispetto al 69,9% rilevato sull’intero campione esaminato da Lapam a livello globale.

Sempre nei comuni sopra citati, il macrosettore più colpito nel periodo marzo-maggio è quello dell’alloggio e ristorazione, seguito da autoriparazione e costruzioni nei primi due mesi (corrispondenti al lockdown). Da giugno alla ristorazione e all’alloggio si affianca il settore manifatturiero, che attenua meno di altri settori l’utilizzo di ammortizzatori sociali nel tempo. Guardando, infine, ai contratti di lavoro quelli che hanno visto la maggiore richiesta di ammortizzatori sociali sono quelli delle scuole private Fism (88% dei dipendenti e 73% delle ore), delle imprese di viaggi Fiavet (82% dei dipendenti e 54% delle ore), comunicazione (71% dei dipendenti e 32% delle ore). A seguire turismo, tessile abbigliamento. La ceramica ha chiesto ammortizzatori per il 59% dei dipendenti e il 30% delle ore.

(fonte: lapam.eu)